dal sito Vatican Insider, di Andrea Tornielli

E’ scomparso a Roma, a 87 anni, il cardinale polacco Deskur

Cardinale Deskur inserito il: 5 settembre, 2011 Commenti disabilitati su E’ scomparso a Roma, a 87 anni, il cardinale polacco Deskur

amico di Giovanni Paolo II, suo compagno nel seminario clandestino di Cracovia

Era solito dire una battuta, per quel suo essere inchiodato sulla sedia a rotelle: «Sono come il Colosseo, sono un rudere. Ma molto visitato…». Il cardinale polacco Andrej Maria Deskur, l’amico di Giovanni Paolo II, che incontrava a pranzo una volta alla settimana, è morto ieri a Roma. Aveva 87 anni e mezzo.

Deskur era nato nel febbario 1924 a Sancygniów. Entrato nel seminario clandestino di Cracovia negli anni dell’occupazione nazista, aveva incontrato lì Karol Wojtyla ed era rimasto colpito soprattutto dal modo in cui il futuro Papa sapeva immergersi nella preghiera. Era «molto visitato» durante gli anni del pontificato wojtyliano proprio per il rapporto speciale che lo legava al Pontefice beato: in tanti si rivolgevano a lui per poter arrivare al Papa.

«Lui viveva pregando – dirà Deskur di Wojtyla – Quando stava nella cappella lo si sentiva parlare, come si parla con un’altra persona. Quando noi seminaristi ci trovavamo nella chiesetta a pregare, ognuno di noi, prima o poi, dopo aver pregato un po’, di distraeva un attimo, voltando la testa, dando un’occhiata a chi stava entrando, com’è naturale e come capita a tutti. Ma lui no. Karol sembrava da un’altra parte, in un’altra dimensione. Era nel mondo di Dio. Mai una volta l’ho visto distrarsi nella preghiera».

Divenuto prete nel 1950, Deskur era rimasto legato a don Wojtyla. Aveva fatto da tramite, nel 1962, per far arrivare a padre Pio da Pietrelcina la supplica che monsignor Wojtyla, vescovo ausiliare e vicario capitolare di Cracovia, aveva spedito al frate con le stimmate chiedendogli di intercedere per la guarigione di Wanda Poltawska, una madre di famiglia colpita dal tumore. Che poi guarì alla vigilia dell’intervento chirurgico.

All’epoca del Concilio Deskur lavorava in Vaticano come sottosegretario della Pontificia commissione per la Cinematografia, la Radio e la Televisione, che sarebbe poi stata trasformata nel Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali. Nominato segretario del nuovo dicastero nel 1970, ne divenne poi presidente e Paolo VI lo nominò vescovo.

Ogni qual volta il cardinale Wojtyla veniva a Roma, per partecipare a un Sinodo o perché impegnato nei lavori delle Congregazioni di cui era membro, Deskur era un suo punto di riferimento. Alcuni biografi di Giovanni Paolo II hanno messo in luce il ruolo che l’amico polacco ebbe nel far conoscere Wojtyla all’ambiente curiale.

Nell’ottobre 1978, alla vigilia del secondo conclave di quell’anno, successivo alla morte di Giovanni Paolo I, Deskur venne colpito da un grave ictus e ricoverato al Policlinico Gemelli. Wojtyla lo apprese mentre entrava nel conclave dal quale due giorni dopo, lunedì 16 ottobre, sarebbe uscito Papa. La vita di Giovanni Paolo II era stata segnata e sarà segnata dalla sofferenza personale (orfano di madre, poi la scomparsa del fratello, quindi del padre; da Papa l’attentato e poi il lungo calvario della malattia), ma anche da quella delle persone più vicine a lui, come la stessa Wanda Poltawska (traumatizzata dalla violenza nazista subita nel lager), o come quella dell’amico sacerdote (poi vescovo e cardinale) Marian Jaworski, che perse la mano mentre si recava a celebrare una messa per sostituire Wojtyla.

Il giorno dopo l’elezione, a sorpresa, Giovanni Paolo II lasciò il Vaticano e si recò al Policlinico Gemelli, la sua prima visita pastorale a Roma e in Italia. Visitò alcuni reparti, incontrò gli ammalati e soprattutto si trattenne al capezzale dell’amico colpito dall’ictus. Nel 1985 il Papa creerà Deskur cardinale.

Rimasto immobilizzato in carozzella dal 1978, dopo aver lasciato gli incarichi curiali, Deskur era stato designato quale presidente della Pontificia Accademia dell’Immacolata. La sua spiccata sensibilità mariana, che lo accomunava all’amico Papa, emerse bene nel 1995, quando la Madonnina di Civitavecchia cominciò a lacrimare sangue e venne posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Deskur si recò nella cittadina laziale, donando al vescovo una copia della statuina e aveva pregato per la «liberazione» della Madonnina. Deskur aveva ricordato che qualcosa del genere era accaduto in Polonia nel 1967, quando le autorità comuniste avevano messo sotto sequestro la famosa immagine della Madonna Nera di Czestochowa.

Dopo la morte di Giovanni Paolo II, il cardinale polacco ha rivelato alcuni particolari della vita spirituale e mistica del suo amico Pontefice, affermando che nel momento dell’ordinazione sacerdotale don Karol aveva ricevuto un dono particolare, quello della «preghiera infusa», che significa, «lasciare che lo Spirito intervenendo ti guidi… Con apparizioni o con locuzioni interiori. Da questa intimità con Dio si dipana tutto».

Tags: , , , , ,

Commenti disabilitati.