L'esperienza di fede nei pellegrinaggi ai Santuari Mariani

Fatima

L’ascolto della storia delle apparizioni e del messaggio che la Madonna ha lasciato ai tre pastorelli illumina molti pellegrini inizialmente per gli stretti legami con le vicende storiche del nostro tempo. Il riferimento alle due guerre mondiali, l’aspetto della “conversione della Russia” e il crollo del muro di Berlino e, in modo particolare, l’intervento di Maria a protezione di Giovanni Paolo II nell’attentato del 1981 anche in virtù delle preghiere della piccola Giacinta sono elementi che aiutano poi ad accogliere con più serietà anche le altri parti del messaggio che sviluppano la preghiera, la penitenza, la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Un altro interrogativo che nasce in molti pellegrini proviene dalle espressioni di fede semplice, sincera e decisa  del popolo portoghese che ha fatto del segno di Fatima un punto essenziale della propria identità. La loro presenza che costituisce, anche in termini numerici, il nucleo fondamentale della vita del Santuario, aiuta poi tutti gli altri gruppi ad inserirsi in una tradizione spirituale e di culto che è già viva, e continua a  svilupparsi ormai da tempo. E’ in questo contesto che si inserisce la parte celebrativa di ogni pellegrinaggio che comprende tempi di preghiera personale, momenti di preghiera che ciascuno gruppo svolge con i propri direttori spirituali (liturgia penitenziale, Via Crucis, celebrazioni Eucaristiche), ma anche richiede la partecipazione ad alcune celebrazioni del Santuario che coinvolgono tutti i pellegrini come il rosario e la processione serale, la Messa domenicale e le solenni Veglie di Anniversario, il 12 e 13 di ogni mese. Le tre parti si integrano a vicenda.

Vi è poi la scoperta affascinante della vita dei Tre Pastorelli; Francesco e Giacinta per la vita di preghiera, di penitenza e di totale fedeltà alla volontà manifestata loro dalla Madonna, e Lucia anche per la lunga e perseverante testimonianza perché si stabilisse nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. La rilevanza di queste figure aiuta molto a comprendere come l’intervento di Maria che parla e si manifesta richiede parimenti che vi sia qualcuno che ascolta e risponde. Si potrebbe dire che davanti alla testimonianza dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia i pellegrini, ancora oggi, rivivono quella stessa esperienza che toccava, in maniera molto semplice la gente del paese di Aljustrel all’epoca delle apparizioni. E’ emblematica, a questo proposito, la testimonianza, riportata nelle Memorie di Suor Lucia, di una vicina di casa che dopo aver visitato Francesco ormai in fin di vita, confidava alle altre donne: «sembra, entrando nella stanza di Francesco, di sentire quel che si sente entrando in Chiesa», unendo così la sua voce a quella di molte altre persone di Aljustrel che dicevano ai suoi genitori: “«è un mistero che noi non capiamo! Sono bambini come gli altri, non ci dicono niente, eppure presso di loro si sente un non so che di differente dagli altri!». Parole che, sia pur espresse diversamente, sono state tante volte ripetute dai pellegrini di Fatima in questi ultimi anni, specialmente dopo la beatificazione di Francesco e Giacinta.

Di questa storia di risposta di fede e di sacrificio è testimonianza anche lo sviluppo della peregrinatio dell’Immagine che nel corso degli anni si è consolidato. Da alcuni anni il Santuario ha predisposto uno spazio espositivo che ripercorre la storia di Fatima attraverso le manifestazioni di devozione, gli ex-voto e la diffusione del culto nel mondo e ciò sta assumendo un notevole significato di completamento dell’esperienza del pellegrinaggio perché aiuta i pellegrini a considerare la grande opera che la Madonna svolge nel mondo.

Dal pellegrinaggio a Fatima molti pellegrini trattengono soprattutto la scoperta che la Vergine Maria è potente e vittoriosa contro il male, ed anche che, per rendere efficace nella vita personale questa vittoria chiede una serietà nella vita cristiana radicata nella preghiera: la Beata Vergine del Rosario, questo il titolo che Maria ha rivelato a Fatima, dona ai pellegrini la decisione  per la preghiera e l’Eucaristia. In effetti proprio questa particolare luce che da Fatima viene gettata sulle vicende della storia, universale e personale, era già stata messa in evidenza da Giovanni Paolo II: «la Signora del messaggio sembra leggere con una singolare perspicacia i segni dei tempi, i segni del nostro tempo. L’insistente invito di Maria Santissima alla penitenza non è che la manifestazione della sua sollecitudine materna per le sorti della famiglia umana, bisognosa di conversione e di perdono» (Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato 1997). Già Pio XII e Paolo VI avevano richiamato l’attenzione proprio sulla particolare lettura della storia contemporanea che si delineava nel messaggio di Fatima. Il pellegrinaggio permette molto spesso di cogliere proprio questa dimensione della realtà di Fatima che da una lettura che illumina la storia universale passa ad una lettura della storia personale.